Emanuele Festival

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EMANUELE FESTIVAL - PILOTA DRIFTING

EMANUELE FESTIVAL
PILOTA DRIFTING

…Mi piace definire la mia carriera di pilota di drifting “fulminante”.
Nel febbraio del 2005 scopro per caso l’esistenza del drifting…
In una giornata invernale mi reco ad Adria per fare un po' di velocità su pista con la Mazda Rx8.
Sorpresa: trovo la pista occupata da un evento, dove pochi pionieri si cimentavano a mettere di traverso delle Nissan, dei prototipi, ecc…
Provo subito del disappunto perché ho fatto la strada per niente… Ho potuto solo rimanere lì a guardare cosa facevano quei piloti…
Niente di meglio perché mi ero accorto che i piloti in pista oltre a divertire il pubblico si divertivano al massimo anche loro stessi! …e da lì ho capito la spettacolarità e particolarità del drifting. …Subito, il giorno stesso, ho preso i primi contatti con Nicola Tesini e poi via con le prime uscite sperimentali.

Devo dire che all’inizio l’impatto è stato molto duro con il voler mettere la macchina di traverso … primi risultati deludenti.
Ero però molto preso dalla cosa e nel giro di pochi mesi ho maturato l’idea di acquistare una vettura per fare solo quelle cose in pista. …prima però un consulto fondamentale con Antonello, amico da decenni, da sempre appassionato di motori.
Un giorno gli dico: se compro una macchina per fare drifting sei disposto a seguirmi? Mi aspettavo, ovviamente, solo una risposta positiva perché conoscevo la grande passione per i motori che lo accompagna da sempre. Così, dopo un po' di indagini sul mercato, a settembre 2005 quasi ad occhi chiusi abbiamo preso una Bmw M3 già preparata da pista.
Antonello poi ci ha pensato lui ad adattarla, con pochi e mirati interventi, a renderla splendida per il drifting ….
…E via a febbraio 2006 con la prima gara drifting della prima edizione della Superdrift Series proprio ad Adria.
Prima gara e subito sul podio, secondo posto dopo Graziano Rossi e davanti a Bannò.
Mica male come inizio, però nessun entusiasmo perché ci eravamo tutti convinti della fortuna del principiante… il campionato prevede 9 gare e, gara dopo gara, quasi sempre sul podio per festeggiare alla fine la vittoria della prima edizione della Superdrift Series … da non crederci!
Nel 2007 di nuovo Superdrift Series, ed ero ovviamente il pilota da battere; ma nessun grosso problema. Diversi podi ed una regolarità invidiabile mi permettono di agguantare alla fine anche il secondo titolo di vincitore della Superdrift Series sempre con la fida Bmw M3 e sempre con Antonello al mio fianco.
Il 2008 affronto la terza edizione della Superdrift e con sempre maggiori difficoltà riesco ad agguantare all’ultima gara con tanta fortuna il terzo titolo consecutivo di campione della Superdrift Series … incredibile!

Il 2009 è l’anno della transizione … si lavora per impostare il passaggio dalla Bmw M3 alla Subaru Impreza ex Team Orange …. cosa difficile anche perché per complicarmi un po' la vita ho lasciato la guida a destra … in quattro gare su 6 una vittoria solo nel challenge italiano e tanta voglia di riscatto per il 2010!

Oltre al campionato nei 4 anni di attività, numerose sono state le apparizioni in eventi motoristici più o meno importanti: esibizioni, esposizioni in tutta Italia ed avventure in Francia ed in Inghilterra per saggiare anche la concorrenza straniera. Intensa è stata l’attività di istruttore di drifting in diverse scuole drift.

Il Team

Il team vicentino si è affacciato dal 2006 sulla scena dell'automobilismo specialità drifting, avvalendosi dell'esperienza del direttore tecnico-sportivo Antonello Motta e dell'attitudine e bravura del pilota Emanuele Festival. A Supporto del pilota e del Team sono Presenti Alberto Frigo (Sponsor Tecnico Gomme) , Emanuel Lago (Sponsor Tecnico e PR) e Matteo Vitale per quanto riguarda il Marketing e l'immagine del pilota.
Il Team dispone di una potente BMW M3 da 340 CV Vincitrice dei 3 Titoli SuperDrift e la Subaru GDB Ex Team Orange da 420 CV preparata dalla famosa casa Giapponese JUN. Dal 2012 il team si e' allargato. Entrano a far parte della sezione "Giovani" Matteo Vitale, Matteo Tennina e Matteo Gerolimon che con la Nissan 200sx preparata da Carrozzeria La Manovella parteciperanno al Mini Campionato Dilettanti Kamikaze Drift Event. Sempre con la Nissan 200sx il team giovani si esibir assieme ad Emanuele Festival nelle piu' importanti manifestazioni Italiane.

Il Drifting

Il drifting è una disciplina automobilistica nuova per l'Italia che è sport-spettacolo.
In Giappone ed USA già da diversi anni esistono dei campionati.
Dal 2007 la disciplina e' stata riconosciuta dalla CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica) ed il drifting e' entrato a far parte ufficialmente quindi alla FIA (Federazione Internazionale Automobilistica).
I piloti devono esibirsi percorrendo le curve di un autodromo di traverso (ovvero in sbandata controllata).
Una terna di giudici valuta i passaggi tenendo conto dell'angolo di sbandata, velocità di ingresso nella curva, tecnica di guida.

Il drifting (italianizzato in "driftare" o letteralmente "deriva") è una tecnica di guida che consiste nel percorrere le curve facendo assumere agli pneumatici posteriori un angolo di deriva o (slip angle) differente rispetto a quelli anteriori.
Va comunque detto che il drifting è una moda degli ultimi anni e anche, che in italiano si chiama "sovrasterzo di potenza".
Il termine "driftare" è per coloro i quali non possono rinunciare all'inglese e vogliono sempre sentirsi "up to date".
La pratica del drifting non aggiunge nulla dal punto di vista della tecnica di guida, dal momento che il sovrasterzo di potenza è noto fin dagli albori dell'automobilismo, come anche il suo uso e il suo abuso.
Il drifting non si propone di essere uno stile di guida in senso classico, in quanto non è efficace per quanto riguarda i tempi sul giro come l'uso della sbandata controllata, infatti con il drifting si fanno scivolare il retrotreno in modo molto accentuato e si deve agire sulle ruote direzionali facendole quasi completamente controsterzare e comunque non si riesce a far rimanere allineate la ruote alla linea di curvatura facendo perdere aderenza e quindi velocità in curva, inoltre gli pneumatici non riescono a scaricare a terra la potenza del motore e questo fa si che di fatto ci sia minore accelerazione in uscita di curva.
Il drifting mira solo alla spettacolarità ed all'esibizione della tecnica necessaria per realizzare questo difficile stile di guida, e ne è la prova il fatto che la vittoria non venga determinata dal giro più veloce, ma dai voti espressi dai giudici, un po' come avviene in molte discipline di atletica quali ad esempio la ginnastica artistica.
Utilizzo Queste competizioni hanno origine in Giappone come esercizio di stile nella sottocultura delle corse clandestine, mondo reso celebre dal manga e dalla serie anime Initial D e solo in seguito dal terzo film della serie The Fast and The Furious, dedicato proprio a questa specialità, ed ambientato proprio in Giappone, per la precisione a Tokyo.
A diversi anni dalla nascita del drifting, oggi si possono contare oltre 200 competizioni internazionali (tra le quali circa 150 in Giappone) nel solo utilizzo di questa tecnica, dove i concorrenti eseguono dei giri di pista in questo modo e dei giudici valutano l'esibizione assegnando un punteggio in base all'inclinazione raggiunta rispetto alla traiettoria della curva, la durata della sbandata e altri parametri, per stabilire il vincitore. Alcuni dei modelli di auto che più si prestano a questa spettacolare disciplina motoristica sono la Nissan Silvia S15, e precedenti versioni, la Nissan 350Z, ottima anche la Nissan Skyline (R32-R33-R34), la Mazda RX-7, la Mazda RX-8 la Toyota Supra e la Toyota Sprinter Trueno e più in generale le macchine con la sola trazione posteriore.

Tecnica Per eseguire un drift è necessario innanzitutto provocare una sbandata, o in gergo automobilistico traverso, del posteriore del veicolo.
Questo si può ottenere in 6 diversi modi che si possono dividere in: Tecniche statiche Freno a mano La tecnica del freno a mano, molto usata da chi è alle prime armi, consiste nell'azionare la leva del freno a mano in ingresso di curva, in modo da bloccare l'asse posteriore del veicolo, facendo perdere aderenza alle ruote che slitteranno verso l'esterno della curva.
Una volta innescata la sbandata il freno deve essere rilasciato per poterne mantenere il controllo.
Questo metodo fa perdere molta velocità, ma è il più facile da attuare ed inoltre è utilizzabile anche sulle vetture a trazione anteriore, perché non richiede coppia sull'asse posteriore. Ovviamente, sulle trazioni posteriori bisogna premere la frizione durante l'uso del freno a mano.

Blocco del ponte
Il blocco del ponte, in inglese shift lock, consiste nell'arrivare in prossimità della curva con una marcia superiore a quella da utilizzare per la percorrenza, preparare durante la frenata la marcia inferiore e, a curva iniziata, rilasciare di scatto la frizione.
Questo provocherà un repentino blocco dell'asse posteriore, con effetti analoghi a quelli del freno a mano, ma con minore perdita di velocità ed il vantaggio di avere subito a disposizione la potenza per mantenere la sbandata.

Sovrasterzo di potenza
Il sovrasterzo di potenza, in inglese power slide (letteralmente scivolamento di potenza) consiste semplicemente nello sfruttare la coppia del motore per far pattinare le gomme posteriori e provocare così una perdita di aderenza.
Questa tecnica è semplice da attuare ma difficile da controllare, e richiede elevate potenze del motore. Consiste in pratica, nell'arrivare in prossimità di una curva con una marcia alta, adeguata alla velocità di percorrenza, successivamente si da un lieve colpo al freno per poi scalare entrando nella marcia più bassa, in modo da far aumentare i giri al motore e quindi la coppia utilizzata, questo produrrà il repentino patinamento delle ruote posteriori, e permetterà di mantenere la macchina in sbandata per tutta la curva Tecniche dinamiche Prendono questa denominazione causa del trasferimento di carico richiesto Frenata in curva La frenata in curva consiste nel provocare un forte trasferimento di carico immediatamente prima della sterzata, in modo da alleggerire la parte posteriore e fare in modo che questa slitti verso l'esterno della curva quando andremo ad aprire il gas.
Tecnicamente, si esegue prolungando la frenata un po' oltre l'inizio della sterzata, facendo attenzione a non far bloccare le ruote anteriori per una eccessiva pressione sul pedale, ed aprendo poi il gas provocando un eccesso di potenza. Pendolo Il pendolo è una manovra utilizzata molto nel mondo del rally, e consiste nel provocare una leggera sbandata in direzione opposta alla curva ma senza alcun tipo di correzione con lo sterzo, in modo da ottenere una controsbandata di intensità doppia rispetto alla prima. È utilizzata nelle curve strette oppure sui rettilinei, prima o dopo una curva, per aumentare il tempo in cui il veicolo viaggia di traverso.

Rilascio
Il rilascio, o drifting dinamico, è una tecnica che dipende molto dalle qualità del veicolo che si sta guidando. Infatti utilizza la scarsa stabilità di un veicolo quando si rilascia il pedale del gas e si sterza improvvisamente.
Con veicoli opportunamente modificati, la manovra provocherà una sbandata del posteriore molto progressiva.
Una volta provocata la perdita di aderenza, per mantenerla è necessario il dosaggio dell'acceleratore e dello sterzo. Con lo sterzo si controsterza, ovvero si fa in modo che le ruote anteriori continuino a seguire la traiettoria della curva, in modo da contrastare la tendenza a chiudere la curva dovuta al sovrasterzo. Allo stesso tempo con l'uso dell'acceleratore e del freno si controllano i trasferimenti di carico per mantenere la macchina di traverso.
Se la sbandata accenna a diminuire si decelera o frena leggermente in modo da spostare il peso verso l'anteriore.
Questo alleggerisce il posteriore permettendo di aumentare la sbandata.In alternativa si può accelerare a fondo (se il veicolo ha molta coppia) per aumentare il pattinamento delle ruote posteriori.
Al contrario nel caso la sbandata diventi eccessiva non bisogna assolutamente frenare ma dosare attentamente l'acceleratore per far recuperare il grip alle ruote posteriori.
Questo però risulta molto difficile con mezzi molto potenti, in quanto le gomme continuano a pattinare e bisogna essere molto abili nel controsterzo per controllare la sbandata.